mercoledì 26 gennaio 2011

Mia Iannantuoni, l'assistente patologa

Disegnata da Francesco Bonanno
Nome e cognome: Mia Iannantuoni
Anni: 27 anni.
Segno Zodiacale: vergine.

Altezza: 1m 68cm
Peso: 54Kg
Capelli: neri
Occhi: grigio-verdi

Lavoro: patologa forense al Bureau du Coroner di Montreal
Nazionalità: italo-canadese (ha origini piemontesi da parte di madre e calabresi da parte di padre)

Abitudini ed interessi:
All’età di quattro anni decise che sarebbe diventata una giornalista d’assalto, avrebbe fatto di tutto per sposare un uomo bellissimo, tipo un modello o giù di lì, straniero, esotico… magari greco! Ecco sì, greco.
A dieci anni scoprì per la prima volta cos’è la morte: fu testimone di un incidente stradale in cui perse la vita un giovane uomo, bello come il suo modello greco. Non mangiò e non dormì per due giorni, finché la nonna materna le spiegò che la morte è una strada che tutti dobbiamo percorrere prima o poi. Un fatto naturale. E un fatto naturale non poteva farle paura.
Messi da parte i suoi sogni da bambina, cambiò totalmente progetti di vita e riuscì a ottenere una borsa di studio per la McGill University dove si laureò in medicina, specializzandosi in patologia forense. Attualmente è assistente del coroner Yoric Malatesta presso il Bureau Du Coroner di Montreal e ne è molto orgogliosa (lui, meno).
Ama la vita all’aria aperta, i libri di Isabel Allende, le patatine fritte e la torta di mele fatta in casa. Cattolica praticante, attende ancora il principe azzurro, divide una casa a due piani nel quartiere italo-americano di Petite Patrie con la nonna materna e il rottweiler di nome Zeus.

Dice del Dr.Morgue

"Yoric Malatesta è… un genio.
Io l’ho capito subito, da quando in sala settoria ha scapsulato un rene e ha detto che sarebbe stato perfetto come portamonete, allora io ho pensato… questo è proprio un medico tutto wow! Non è mica da tutti mantenere tanta lucidità durante un'autopsia. Sono molto fortunata a lavorare con lui, anche se lui sostiene di non essere altrettanto fortunato a lavorare con me, ma io penso che lo dica apposta… per spronarmi a fare meglio! È severo, ma non è cattivo, come Orbilio, il maestro di Orazio che gli dava le bacchettate sulle mani, ecco Malatesta è un po’ come Orbilio (questo paragone me l’hanno suggerito).
Lui non ama lavorare con le donne, ma per me fa un’eccezione; infatti quando gliel’ho chiesto mi ha rincuorata, dicendomi: -No, Mia. Non ti vedo come una donna-. E poi ha aggiunto: -Sparisci- che è il suo modo di salutarmi. 
Sì, perché tra noi angeli del sepolcro capita di usare un linguaggio particolare. È molto carino angeli del sepolcro! L’ho pensato adesso, rende l’idea, fa tutto parte del nostro umorismo nero o come cavolo lo vogliamo chiamare.
Di noi medical-examiners dicono che siamo un po’ strani, per via del lavoro che facciamo, ma in realtà siamo come tutti gli altri, solo che abbiamo visto anche l’altra parte. Oh, no, non intendo dire che abbiamo visto cosa c’è dopo la morte, anche perché non c’è niente, cioè tecnicamente c’è moltissimo, ma ha tutto a che fare con la morte appunto, che a differenza di quanto si crede è piena di vita, di colori e di cose e… forse parlo troppo. Però quando sono con Malatesta sto molto attenta, parlo poco e ascolto anche quando sta in silenzio, perché so che sta riflettendo su qualcosa; lui pensa molto, lo capisci perché gli viene una ruga in fronte tremenda, ma non dice mai tutto quello che ha in mente.
Io invece a volte non riesco proprio a trattenermi, come quando gli racconto i fatti di Montreal; lui viene da fuori, da Toronto per la precisione… sì, lo so… è straniero. Non so dove abita, ma so che ha faticato per trovare una macchina come quella che usano per trasportare i morti, la usa per venire al lavoro. Secondo me è per ricordarsi quanto la morte sia imprevedibile e vicina."

Curiosità: il volto di Mia Iannantuoni è liberamente ispirato all’attrice Eva Green.

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